Sport invernali: quali sono e dove si praticano?

In tantissime occasioni si sente parlare, a proposito delle Olimpiadi e di diversi campionati europei e mondiali, di sport invernali. Nella trattazione mediatica questi sport stessi sono, nella maggior parte dei casi, sottovalutati o non godono di particolare attenzione rispetto; tuttavia, si tratta di sport di grandissima importanza e, molto spesso, l’Italia primeggia in alcune discipline che vedono atleti preparatissimi e in grado di affrontare nazioni ben più strutturate negli sport invernali. Al fine di considerare quali siano questi sport stessi e, soprattutto, come funzioni l’intera realtà che li riguarda, è importante considerare tutto ciò che c’è da sapere in materia. 

Sport invernali: quali sono?

Gli sport invernali sono, al di là di ogni tipo di differenziazione specifica, quegli sport che si praticano in condizioni particolari, dettati dalla presenza di neve o ghiaccio. Di conseguenza, non sono certamente sport che possono svolgersi in ogni condizione meteorologica o geografica, ma necessitano di spazi adibiti e di predisposizioni di allenamento particolari, che permettano di basarsi su alcune condizioni che si ritrovano anche nelle manifestazioni sportive ufficiali. Non è un caso che i Giochi Olimpici invernali si tengano, nella maggior parte dei casi, in luoghi che presentano grandi catene montuose o strutture su neve e ghiaccio, in grado di sostenere la corretta gestione di questi sport.

Volendo operare una differenziazione degli sport più nello specifico, questi stessi possono essere praticati su neve (come biathlon, combinata nordica, freestyle, salto, sci alpino, sci di fondo e snowboard) e ghiaccio (come bob, curling, hockey, pattinaggio di figura, pattinaggio di velocità, short track, skeleton e slittino). Ovviamente, indipendentemente dal tipo di sport specifico che viene considerato, esistono regole, federazioni e predisposizioni strutturali che riguardano ogni manifestazione nello specifico. Così come avviene per tutti gli altri sport, invece, questi stessi sono inclusi all’interno delle Olimpiadi che si tengono ogni quattro anni, in inverno, e che vedono nazioni di tutto il mondo gareggiare in ognuna delle discipline: la selezione, per i Giochi Olimpici invernali, è ovviamente maggiore, dal momento che numerosi paesi – non avendo neve o ghiaccio in nessun luogo o momento dell’anno – non godono delle predisposizioni strutturali per allenarsi in qualsiasi sport. 

Giochi Olimpici invernali: come si svolgono?

La formula dei Giochi Olimpici invernali è la stessa che si osserva anche nelle Olimpiadi estive; dal 1924 al 1992 gli stessi si sono tenuti nello stesso anno dei Giochi Olimpici estivi ma, per problematiche di natura strutturale e di palinsesto, sono poi stati riorganizzati in modo da essere inseriti negli anni pari non divisibili per quattro. 

Al di là degli sport precedentemente citati e che fanno regolarmente parte del programma olimpico, esistono altri sport che sono stati eliminati o che vengono realizzati solo a scopo dimostrativo. Tra questi ultimi, vale la pena citare il bandy, molto popolare tra i paesi nordici, praticato solo nel 1952 come sostitutivo dell’hockey su ghiaccio; e ancora, le corse con slitta trainata da cani e lo sci di velocità, anch’essi dimostrati in una sola edizione prima di essere accantonati. Disciplina eliminata è quella della pattuglia militare, una sorta di precursore del moderno biathlon, valevole per le medaglie nel 1924 e dimostrativo nel 1928, 1936 e 1948. Lo sport è stato definitivamente eliminato nel 1960, con la nascita del biathlon e con l’introduzione dello stesso in maniera ufficiale nei Giochi Olimpici. 

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