Come funziona un impianto oleodinamico?

Un impianto oleodinamico altro non è che un sistema progettato con lo scopo di mandare un fluido (normalmente olio minerale oppure acque-glicole) ad una predeterminata pressione ed alimentare, attraverso tubazioni rigide e flessibili, una o più utenze come cilindri, motori idraulici, ecc.

Che cos’è un impianto oleodinamico?

Qualsiasi settore industriale presenta, all’interno del processo produttivo, questa tipologia di impianti. Presse idrauliche per lo stampaggio di materiale termoplastico o metallico, cesoie, piegatrici e qualsiasi macchina per la lavorazione della lamiera sono solo alcuni semplici esempi di utilizzo. Non bisogna dimenticare il settore mobile con tutti i mezzi edili e agricoli equipaggiati con piccoli impianti oleodinamici per movimentare ruspe, gru e via discorrendo.

I componenti principali di un impianto oleodinamico e il suo funzionamento

Come abbiamo appena visto, un impianto oleodinamico trova innumerevoli applicazioni. Ciò comporta una grande varietà di sistemi, tuttavia di base sono sempre presenti determinati componenti. Il serbatoio è il recipiente metallico realizzato per contenere il fluido, con una capacità che parte da pochi litri per arrivare a vasche da migliaia di metri cubi. Per portare l’olio minerale in pressione viene utilizzata un’unità di potenza costituita da un motore elettrico a cui è accoppiata una pompa idraulica. Quest’ultima può essere ad ingranaggi, a vite, a palette oppure a pistoni in base al tipo di utilizzo previsto. Compito del progettista è scegliere la potenza del motore e la cilindrata della pompa per soddisfare le richieste delle varie utenze. Non è raro che lo stesso impianto presenti più motopompe: alcune volte utilizzate in stand-by come scorta, intervenendo solo in caso di guasto o manutenzione di quella principale.

L’olio è risucchiato tramite un tubo d’aspirazione posto a pochi centimetri dal fondo del serbatoio ed esce in pressione dal condotto di mandata della pompa. Da qui, prima di essere inviato alle utenze, alimenta gruppi valvole la cui composizione e quantità è quanto mai variegata in base al tipo di impiego. Anche in questo caso ci sono componenti che difficilmente possono mancare in un impianto oleodinamico e precisamente: valvola di massima (regola la pressione dell’impianto e svolge la funzione di sicurezza mandando l’olio in scarico nel caso di superamento della pressione massima), distributori on/off (comunemente chiamati elettrovalvole), regolatori di flusso, valvole di ritegno e valvole riduttrici di pressione.

Uno dei problemi che si presenta in molti impianti è quello di mantenere sotto controllo la temperatura del fluido: valori troppo alti possono danneggiare i componenti e ridurre la loro longevità. In caso sia necessario è possibile installare degli scambiatori di calore che sfruttano lo scambio termico con aria forzata oppure acqua per abbassare la temperatura dell’olio minerale. La parte terminale di un impianto oleodinamico è costituita dai cilindri e motori idraulici che, azionati dal fluido in pressione, provvederanno a movimentare i sistemi collegati.

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